Ti sei mai chiesto dove finiscono realmente i dati che inserisci in ChatGPT o Gemini? Usiamo questi strumenti quotidianamente per scrivere email, riassumere documenti o generare idee, ma spesso ignoriamo il viaggio che le nostre informazioni compiono una volta premuto “Invio”.
Nel replay della nostra ultima live, abbiamo affrontato un tema caldissimo e fondamentale per professionisti e aziende: il rapporto tra Intelligenza Artificiale Generativa, privacy e sicurezza dei dati.
Spesso si pensa che tutto avvenga “magicamente” sul nostro dispositivo, ma la realtà è ben diversa. Quando utilizziamo versioni gratuite o consumer di questi chatbot, i nostri dati possono fare il giro del mondo, essere elaborati in server extra-UE e, cosa ancor più critica, essere utilizzati per l’addestramento dei modelli futuri.
Di cosa abbiamo parlato in questa Live?
In questo appuntamento abbiamo analizzato i rischi concreti e le soluzioni per utilizzare l’IA in modo consapevole e sicuro. Ecco i punti salienti:
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Il ciclo di vita del dato: Abbiamo spiegato come i dati inviati alle IA (specialmente nelle versioni free) vengano spesso usati per il training dei modelli, con il rischio che informazioni riservate o brevetti possano “riemergere” nelle risposte date ad altri utenti.
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Account Consumer vs Business: Esiste una differenza sostanziale tra usare un account personale (Gmail, Microsoft Account) e un account aziendale (Enterprise). Solo i secondi garantiscono spesso il “recinto” dei dati, la conformità al GDPR e il rispetto del Privacy Shield per il trasferimento dati UE-USA.
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Alternative Sicure: Per chi cerca la massima riservatezza, abbiamo discusso delle soluzioni On-Premise e dei modelli Open Source (come Llama gestito via Ollama) che permettono di far girare l’IA localmente sui propri server o computer potenti, senza che nessun dato lasci l’azienda.
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Consigli Pratici: Dall’uso delle chat temporanee (simili alla modalità in incognito) all’importanza di formare i dipendenti per evitare fughe di notizie involontarie.
Perché è importante parlarne ora?
Ignorare questi aspetti non è più possibile. Le aziende devono dotarsi di policy chiare e strumenti adeguati (come i tenant aziendali di Microsoft o Google) per proteggere il proprio know-how e i dati dei clienti, evitando di alimentare involontariamente i “calderoni” di dati pubblici.
Guarda il replay completo della live per approfondire ogni aspetto e scoprire come mettere in sicurezza i tuoi processi aziendali.
https://www.youtube.com/live/R5rkRW4jgsY
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